Regolamento e codice etico

REGOLAMENTO

 

Il presente regolamento è parte integrante dell’atto costitutivo dell’Associazione CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI.

 

  1. PRINCIPI GENERALI

L'associazione, per il raggiungimento degli scopi sociali, evidenziati nell'atto costitutivo, è improntata e caratterizzata dai principi democratici. Le decisioni, valutazioni ed attività saranno sempre oggetto di confronto e studio comune.

 

  1. RICHIESTE E COMUNICAZIONI

Le comunicazioni e le richieste tra il Consiglio Direttivo Nazionale e le sezioni distrettuali dovranno pervenire a mezzo fax, PEC o mailing list.

Le comunicazioni, nonché la delibera di approvazione da parte del Consiglio direttivo nazionale, possono essere inoltrate a mezzo fax o mailing list, tra tutti i componenti del Direttivo.

Le sezioni Distrettuali dovranno comunicare al Consiglio Direttivo Nazionale le mailing list per poter procedere alla pubblicizzazione/comunicazione degli eventi organizzati all'interno del distretto.

Il Consiglio Direttivo Nazionale potrà utilizzare le mailing list delle sezioni territoriali per l'organizzazione e comunicazione di eventi nazionali, ovunque essi siano svolti.

 

3) EVENTI E CONVEGNI NAZIONALI

Gli eventi a carattere nazionale vanno intesi come eventi formativi di tutta l’associazione ed i relativi format organizzativi costituiscono proprietà intellettuale del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI.

I Convegni nazionali sono deliberati dal Consiglio direttivo nazionale, a maggioranza dei presenti, almeno due mesi prima della data prescelta. Ciascun Presidente distrettuale – o eventualmente più Presidenti che operassero insieme – che propone/propongono l'organizzaizone di un Corso o di una manifestazione o Convegno nazionale o nel proprio Distretto, dovrà/dovranno pertanto sottoporne la candidatura al Consiglio direttivo nazionale, individuando il tema da trattare e l’articolazione esecutiva, dando ogni notizia utile sull’organizzazione.

La proposta di convegno o corso deve già essere proposta in maniera completa, con l'individuazione dei potenziali relatori ed i costi della medesima attività.

In seguito alla delibera del Consiglio direttivo nazionale,  il Presidente distrettuale dovrà predisporre il programma dell’evento ed individuare i relatori. 

Il Presidente distrettuale dovrà, nei venti giorni precedenti il convegno o corso, inoltrare la brochure completa al Consiglio direttivo Nazionale; dovrà inoltre curare l'accreditamento distrettuale presso il COA Territoriale ovvero CNF.

La Sezione distrettuale che chiede e riceve l’autorizzazione ad organizzare un Convegno nazionale è responsabile della manifestazione.

A conclusione dei Convegni nazionali la sede distrettuale organizzatrice dovrà inoltrare elenco dei partecipanti unitamente ad una breve relazione dei lavori ed inviarla al  CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI Nazionale, possibilmente anche  con la documentazione fotografica della manifestazione.

Il Consiglio Direttivo Nazionale dovrà verificare la fattibilità nonché la copertura economica di ogni evento organizzato.

 

  1. COPERTURA ECONOMICA

Il Consiglio Direttivo Nazionale deciderà la modalità di svolgimento degli eventi, in accordo con la sezione distrettuale, considerando le modalità di recupero delle spese da sostenere, quindi individuando la possibilità di richiedere ai partecipanti un contributo economico o sponsorizzazioni.

Il Consiglio Direttivo Nazionale potrà prevedere un pagamento per la copertura delle spese amministrative e di segreteria, sostenute dalla Sezione Distrettuale.

Le singole sezioni Distrettuali hanno comunque autonomia economica e finanziaria e dovranno essere dotate di codice fiscale e conto corrente bancario, potendo, anche direttamente, procedere alla riscossione dei contributi degli associati nonché alla riscossione degli importi previsti per la partecipazione ai singoli corsi.

Nel caso in cui la singola sezione distrettuale organizzi un corso prevedendo il pagamento della quota di partecipazione, riscuotendo direttamente la medesima, il 30% delle somme dovrà essere destinato all'associazione Nazionale per sostenerne le spese.

 

  1. PUBBLICAZIONI E SITO WEB

I Convegni nazionali saranno pubblicizzati sulla home page del sito web ufficiale dell’Associazione, appena vi  è stata delibera.

I convegni distrettuali, a discrezione del Consiglio Direttivo Nazionale, potranno essere supportati con informazione qualificata dal sito nazionale.

 

6) CERIMONIALE PER EVENTI E CONVEGNI NAZIONALI E/O DISTRETTUALI

Il Logo del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI è segno distintivo dell’Associazione e come tale è proprietà dell’Associzione nazionale, che ne concede l'utilizzo , secondo la normativa in materia, alle Sezioni Distrettuali, non potendo le medesime apportare nessuna modifica. Esso deve essere ben visibile su manifesti, brochure, carta intestata e altro materiale informativo e/o pubblicitario.
Il materiale pubblicitario di eventi formativi, la carta intestata, e tutto il materiale congressuale deve recare il logo associativo nel quadro dell’unitarietà dello stile anche grafico dell’Associazione.
Ogni manifestazione, nazionale e/o distrettuale, deve prevedere la presenza del Presidente nazionale il quale porterà i saluti a nome dell’associazione, e, in caso di assenza, potrà essere sostituito dal Segretario nazionale, dal Tesoriere nazionale, o da altro componente del Consiglio Direttivo.
Il Presidente organizzatore prima di introdurre i lavori, dovrà porgere i saluti ai Presidenti distrettuali presenti e alle Autorità (civili, militari, religiose) intervenute, avendo cura di riservare adeguati posti nelle prime file.

 

7)CONGRESSO NAZIONALE

Il Congresso nazionale è il momento istituzionale di incontro dei soci del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI e si svolge annualmente a Roma.

L’argomento, il programma, la data e la quota di partecipazione al Congresso nazionale sono decisi dal Consiglio direttivo nazionale.

Nella settimana precedente e in quella successiva alla data fissata per l’annuale Congresso Nazionale dell’associazione, le Sezioni distrettuali non possono organizzare manifestazioni formative, dovendo dare adeguata pubblicizzazione e presenza al Congresso Nazionale.

 

8)NORME PER I CONSIGLI DIRETTIVI  NAZIONALI E/O DISTRETTUALI E PER LE ASSEMBLEE

Il Presidente nazionale e i Presidenti distrettuali presiedono e dirigono rispettivamente il Consiglio direttivo nazionale e i Consigli direttivi distrettuali. 

Il Segretario nazionale – e in sua assenza il Consigliere più anziano –  darà la parola ai singoli componenti del Direttivo che formulino richiesta di intervento, consentendo, in maniera ordinata, a tutti i partecipanti di prendere parola. Terminata la discussione il Presidente inviterà i Consiglieri alla deliberazione sui punti all’O.d.G.. Dovrà essere formato verbale della riunione sotto dettatura del Presidente che avrà cura di riassumere quanto discusso e deliberato per ogni singolo punto all’ O.d.G. Al termine della riunione il verbale dovrà essere letto ed approvato da tutti i presenti, con sottoscrizione del Presidente e del Segretario verbalizzante, inviandone copia al Consiglio direttivo nazionale, che qualora le delibere adottate non siano conformi agli interessi dell'associazione ne potranno richiedere la modifica, che dovrà essere attuato, con nuova deliberazione, entro gg 30.

Le medesime norme si applicano alle assemblee distrettuali. 
Il Consiglio direttivo nazionale, si riunirà in via ordinaria almeno tre volte l’anno in Roma, o in altra sede in concomitanza con i Convegni nazionali.       

 

9)COMUNICAZIONI TRAMITE MAILING LIST

Al fine di evitare un elevato numero di riunioni del Consiglio direttivo nazionale, il CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI ha predisposto una mailing list riservata, contenente gli indirizzi personali di posta elettronica di ciascun Presidente distrettuale. Talune decisioni, che non riguardano gli aspetti essenziali della vita dell’associazione, potranno essere assunte a maggioranza attraverso la mailing list.

Ciascun Consigliere Nazionale dovrà comunicare, tempestivamente, il cambio di indirizzo di posta elettronica al Coordinatore Nazionale.

Le comunicazione della mailing list sono riservate e non potranno essere portate a conoscenza di terzi per qualsivoglia motivo.

Tutti i Consiglieri sono tenuti a rispondere, entro 2 giorni lavorativi, a richiesta di pareri sollevati da ciascun componente il Direttivo nazionale.

La mancata risposta a due consecutive comunicazioni del Presidente Nazionale nella mailing list, con richiesta di deliberazione, nei termini sopra indicati, avrà valore di un’assenza ad una riunione del Consiglio direttivo nazionale.

 

10)SEZIONI DISTRETTUALI       

Le Sezioni distrettuali dovranno uniformarsi alle delibere del Consiglio direttivo nazionale.

L’atto costitutivo deve essere conforme alle clausole dell’atto costitutivo e dello Statuto del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI Nazionale.

Ogni Sezione distrettuale deve formare un proprio Direttivo che nomina almeno il Presidente, il Tesoriere ed il Segretario.

Ogni Sezione può nominare un addetto stampa o incaricare propri consulenti, anche esterni, a proprie spese.
Il Presidente di Sezione è il legale rappresentante della medesima.  
Ogni Sezione ha autonomia patrimoniale, economica e fiscale e deve avere un proprio codice fiscale ed un proprio conto corrente bancario o postale.

La Sezione Distrettuale, potrà richiedere sostegno economico alla Sezione Nazionale, la quale potrà intervenire in maniera diretta nell'organizzazione dei corsi nonché nella riscossione delle quote relative ai partecipanti ai corsi o convegni, redistribuendo le somme secondo criteri da adottare nel Consiglio Direttivo Nazionale, in ragione delle esigenze specifiche.

La Sezione distrettuale ha sede presso lo studio del suo Presidente o presso altra sede, purché nel Distretto di Corte di Appello di riferimento. 
Ogni Sezione dovrà mettere a disposizione dell’associazione un'utenza telefonica/telefax nonché un indirizzo di posta elettronica.

I componenti dei Direttivi Distrettuali, a turno, hanno l’obbligo, quando necessario e richiesto, di sostituire il Presidente Distrettuale per la partecipazione fisica ai Direttivi Nazionali. Per la sostituzione è necessaria delega scritta a firma del Presidente Distrettuale.     
Tutte le spese di ogni Sezione ricadono sul proprio bilancio senza possibilità di richiedere contributi o rimborsi al Consiglio direttivo nazionale, che potrà comunque sostenere le singole sezioni Distrettuali, in ragione delle esigenze, contribuendo alle spese.

Le Sezioni distrettuali, per l’organizzazione delle loro manifestazioni, potranno reperire fondi, contributi economici o altra utilità, anche attraverso la previsione di quote per la partecipazione per i non soci.
Le Sezioni dovranno creare sinergie con gli Enti locali, con istituti di credito (per eventuali sponsorizzazioni e/o contributi), con il COA territoriale e con la magistratura locale. Per garantire una unitarietà dei livelli qualitativi delle manifestazioni formative dell’associazione per un doveroso confronto con i professionisti di altre realtà, le Sezioni, ad almeno un convegno annuale, dovranno invitare un relatore esterno al distretto di appartenenza.

Ogni Presidente dovrà effettuare una politica atta all’adesione del maggior numero di aderenti all’associazione nei modi che riterrà più opportuni, sempre nel rispetto delle norme deontologiche.
La partecipazione degli iscritti all'associazione ad eventi formativi organizzati a livello locale o nazionale è gratuita ad eccezione di quanto potrà essere previsto in relazione al Congresso Nazionale ovvero per la partecipazione a seminari e/o corsi di formazione.
Le manifestazioni formative devono essere organizzate secondo un calendario condiviso sulla scorta di quanto stabilito dalla Consiglio Direttivo Nazionale ed il Comitato scientifico Nazionale dell’Associazione.

Il Presidente di Sezione curerà il registro degli iscritti in uno al Segretario e copia di esso sarà fatta recapitare al Presidente nazionale, al Coordinatore nazionale per la compilazione del Registro Nazionale degli iscritti, al Segretario nazionale ed al Tesoriere nazionale, anche a mezzo e-mail.  
Una Sezione distrettuale è sciolta di diritto nei casi di decadenza del suo Presidente stabiliti dal regolamento e dallo statuto.             
Lo scioglimento della Sezione distrettuale può essere deliberato, inoltre, dal Consiglio direttivo nazionale a maggioranza assoluta dei componenti (o ipso iure nei casi previsti), nell’ipotesi di gravi e reiterate violazioni delle norme statutarie e regolamentari ovvero nel caso di mancato rispetto delle direttive del Consiglio direttivo nazionale, da parte del Presidente o dei componenti del Consiglio direttivo distrettuale. 
Il Consiglio direttivo nominerà un commissario straordinario che avrà il compito di ricostituire la sezione mediante la convocazione dell’assemblea elettiva ovvero ricercando un nuovo responsabile della Sezione distrettuale.            
Le Sezioni territoriali, individuate secondo quanto previsto nello Statuto, avranno un responsabile locale, senza Direttivo, ma sotto il controllo e le direttive delle Sezioni Distrettuali di loro appartenenza.
Le Sezioni territoriali dovranno organizzare almeno un evento formativo in un anno solare, pena la decadenza dalla carica di responsabile territoriale.

Gli eventi formativi delle sezioni territoriali devono prevedere  la necessaria partecipazione personale del Presidente Distrettuale o di un componente del Direttivo Distrettuale.

I corsi di formazione e/o aggiornamento, accreditati e non, saranno di competenze delle Sezioni distrettuali.

Le manifestazioni dovranno essere preferibilmente patrocinate, anche solo a livello morale, dai Consigli Forensi locali e/o dal CNF.         
Ogni Sezione curerà di far accreditare i propri eventi formativi secondo le modalità e normative vigenti.

Le Sezioni confinanti potranno organizzare eventi congiuntamente. 
Il Presidente di sezione distrettuale può anche essere iscritto in un Foro diverso da quello coincidente con la sua sezione, purché la sua attività sia compatibile logisticamente con il Distretto di Sezione e sia garantita una sua presenza costante in loco.

 

11)RAPPORTI CON LA STAMPA E MASS-MEDIA – SITO WEB – SOCIAL NETWORK E MEZZI DI COMUNICAZIONE

I rapporti con la stampa Nazionale saranno mantenuti esclusivamente dal Presidente Nazionale.

I rapporti con la stampa locale saranno curati dal Presidente di Sezione Distrettuale, nel rispetto dell’art. 18 del codice deontologico.
In ogni caso, le dichiarazioni a mezzo stampa dovranno essere sempre conformi alle linee guida e alle posizioni ufficiali dell’associazione.        
Il sito web dovrà essere utilizzato conformemente agli scopi associativi da ogni Sezione, quale mezzo di informazione scientifica settoriale, diffusione di opinioni e commenti su argomenti di pertinenza associativa, di comunicazione ai soci, di pubblicità degli eventi formativi. 
È consentito l’utilizzo dei social-network essendo intento dell’associazione diffondere quanto più possibile la conoscenza delle tematiche associative. 
Ogni sezione distrettuale e/o territoriale potrà creare propri profili, gruppi o pagine sui social network, o altre piattaforme web, con gli unici obblighi di agire in conformità con le linee guida e le posizioni ufficiali dell’Associazione, e dare risalto alle attività dell’associazione tutta, nel rispetto della netiquette.

E’ inoltre fatto divieto di partecipare  a trasmissioni televisive che riguardano propri assistiti sub judice o partecipare a trasmissioni in cui non sia previsto il contraddittorio, anche dopo la definizione del processo.

La presenza nei mass media deve essere finalizzata solo all’analisi di istituti processuali o di provvedimenti giurisprudenziali o di orientamenti giurisprudenziali.

I gruppi dell’associazione sui social network sono soggetti al controllo del Direttivo Nazionale.

Ciascun Presidente Distrettuale, ciascun Dirigente Distrettuale e ciascun Responsabile Territoriale dovrà osservare regole di decoro nei social network ed evitare la pubblicazione di contenuti inopportuni o offensivi o di immagini o filmati personali non consoni al proprio ruolo professionale, associativo e sociale. 

I rapporti epistolari tra i Presidenti di Sezione saranno tenuti anche a mezzo posta elettronica (mailing list).

I Responsabili delle sezioni distrettuali e territoriali, titolari e/o gestori di un social network o di un sito internet, devono dare preventiva comunicazione al Presidente nazionale, al Coordinatore nazionale e al Presidente distrettuale, impegnandosi alla disattivazione del profilo qualora decadono dal loro incarico.

L’uso dei canali di comunicazione telematica avverrà secondo regole di comune prudenza e ciascun fruitore sarà personalmente responsabile dei contenuti delle proprie comunicazioni.

Il presente regolamento entra in vigore contemporaneamente alla deliberazione del Consiglio Direttivo NAZIONALE e deve essere adottato all’atto costitutivo delle Sezioni Distrettuali o dal Consiglio Direttivo Distrettuale.

 

  1. MISCELLANEA

Qualunque ulteriore aspetto non epressamente previto e/o regolamentato nella presente, verrà deciso dal Consiglio Direttivo Nazionale.

 
 
 
 

CODICE ETICO

 

CODICE ETICO

CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI

 

 

Art. 1 – Principi generali

I soci del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI adottano il seguente codice etico che racchiude il complesso di norme di comportamento sancite dall’Associazione:

1) PRINCIPIO DI INTEGRITA':

Il CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI è un’associazione in cui la legalità, la correttezza, l’onestà, l’equità e l’imparzialità dei comportamenti all’interno e all’esterno dell’associazione costituiscono un comune modo di sentire e di agire. Nella condivisione di questi principi si instaurano rapporti duraturi con soci, relatori e personalità del mondo politico e giudiziario, generale trasparenza nelle relazioni con i terzi, consono ed equo riconoscimento di quanto svolto, nell'interesse dell'associazione, da tutti i collaboratori. 

2) PRINCIPIO DI TRASPARENZA:

In particolare essere trasparenti significa adottare strumenti di gestione aperti al dialogo con i propri interlocutori con l’obiettivo di corrispondere alle attese di informazione e conoscenza delle attività svolte; 

3) PRINCIPIO DI RESPONSABILITA' PERSONALE:

Collaborare con l'associazione comporta un impegno ad instaurare un rapporto fiduciario con i propri colleghi e, più in generale, con tutti gli interlocutori. E' ritenuto essenziale impegnarsi con lealtà ed efficacia per conseguire gli obiettivi dell'assciazione con la consapevolezza dei propri compiti e delle proprie responsabilità.

  1. PRINCIPIO DI COERENZA:

Principio di coerenza significa per ognuno impegnarsi ad attuare quotidianamente in ogni azione la missione, i valori e i principi di funzionamento dell’associazione. Essi sono ritenuti base fondante della pianificazione strategica, degli obiettivi e della gestione operativa.

  1. PRINCIPIO DI RISERVATEZZA:

Principio di Riservatezza, ovvero scrupolosa astensione dalla divulgazione di qualunque dato aziendale (sia esso di carattere tecnico, logistico, strategico, economico) e personale, in ossequio a tutte le norme vigenti in tema di privacy (d.lgs. 196/2003) ; la raccolta ed il trattamento di dati sono strettamente riservati agli organi aziendali deputati a ciò e vanno eseguiti rigidamente secondo la disciplina aziendale. Viene fatto altresì espresso divieto di divulgare a terzi notizie privilegiate a norma dei testi unici bancario e finanziario; 

  1. PRINCIPIO DI OPPORTUNITA':

Principio di Opportunità, ovvero valutazione critica di ogni azione ed omissione secondo criteri che, qualora non rientranti in altro specifico principio etico-comportamentale, ossequino il senso comune di adeguatezza e pertinenza;

  1. PRINCIPIO DI IMPARZIALITA':

Imparzialità, ovvero modo di operare e giudicare obiettivo ed equanime, senza favoritismo per nessuna delle parti in causa, siano esse pubbliche o private, legate con il Destinatario da rapporti di amicizia od inimicizia, parentela o affinità; 

  1. PRINCIPIO DI DILIGENZA:

Diligenza, ovvero assolvimento delle proprie mansioni con cura assidua e scrupolosa attenzione ed accuratezza; 

  1. PRINCIPIO DI ONESTA'

Onestà, ovvero incapacità di compiere atti illegali, illeciti od anche solo malvagi, tanto per osservanza dei principi giuridici, del Codice e dei principi morali, quanto per radicato senso della giustizia: i Destinatari debbono avere la consapevolezza del significato etico delle loro azioni, non devono perseguire l’utile personale o aziendale a discapito delle leggi vigenti e delle norme qui esposte, o anche solo compiere azioni che, secondo il comune senso di coscienza, contrastano con l’onestà;  

 

Art. 2 –  APPLICAZIONE DEI PRINCIPI E REGOLE DI COMPORTAMENTO 

2.1 Al fine di consentire una rigorosa applicazione dei principi esposti, il presente Codice intende individuare gli ambiti di applicazione degli stessi focalizzando l’attenzione sui principali generi di rapporti che i Destinatari si troveranno ad intrattenere; a tal fine, occorre distinguere due macrogruppi: quello concernente i rapporti endo-associativi; quello dei rapporti extra-associativi. 

2.2 Rapporti endo-associativi. Per rapporti endo-associativi si intendono tutti quei rapporti intercorrenti tra i soggetti che ricoprono funzioni nell'associazione, tra i soggetti che ricoprono funzioni di livello subordinato rispetto ai primi, tra i soggetti membri dei Consigli Direttivi e gli altri soci. In generale, l'associazione pretende da tutti coloro che operano al suo interno il rispetto, della personalità e della dignità di ciascun individuo, evitando la creazione di situazioni in cui le persone si possano trovare in situazione di disagio; la discriminazione di abusi di ogni tipo; una formazione adeguata alla posizione che ciascuno ricopre; la definizione di ruoli, responsabilità, deleghe e disponibilità di informazioni tali da consentire a ciascuno di assumere le decisioni che gli competono nell’interesse della società e nel rispetto delle regole cui la stessa si uniforma; un esercizio prudente, equilibrato ed obiettivo dei propri poteri nell’esercizio delle rispettive funzioni; un uso corretto e riservato tanto dei dati personali quanto di quelli aziendali; l’eliminazione tassativa di qualsiasi figura di fatto. 

 

Art. 3 - Principi generali per i soci 

I Destinatari devono uniformarsi ed applicare i principi suesposti ricorrendo, nello svolgimento di ogni mansione ed in qualunque circostanza, al senso comune di morale e coscienziosità. 

Qualora esistessero dei dubbi su come procedere da parte del dipendente, questi dovrà segnalare la questione al Consiglio Direttivo Nazionale il quale dovrà informare adeguatamente i propri dipendenti e fornire soluzioni e risposte conformi al presente codice etico. 

Ciascun dipendente è tenuto a conoscere il Codice, a contribuire attivamente alla sua attuazione e a segnalarne eventuali carenze e violazioni. 

L’associazione si impegna a facilitare e promuovere la conoscenza del Codice da parte dei soci e collaboratori consegnandone una copia per ciascuno e/o affiggendone copia in luogo accessibile ai dipendenti. 

Il Collegio dei Probiviri ed il Consiglio Direttivo NAzionale vigileranno con attenzione sull’osservanza del Codice, predisponendo adeguati strumenti di informazione, prevenzione e controllo per assicurare la trasparenza delle operazioni e dei comportamenti posti in essere, intervenendo, se del caso, con azioni correttive. 

Il socio è obbligato a riferire prontamente al Collegio dei Probiviri ovvero Consiglio Direttivo NAzionale qualsiasi notizia in merito alla violazione delle norme del Codice etico.

In particolare: 

a)    I soci avvocati sono tenuti al rispetto delle norme deontologiche forensi nazionali ed europee nonché delle norme statutarie, regolamentari ed etiche del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI. Stesso obbligo incombe nei soci sostenitori appartenenti ad altre esperienze professionali, che dovranno rispettare le norme deontologiche della loro professione;

b)    il conferimento di un mandato professionale (in materia familiare/minorile) deve presupporre una adeguata formazione e competenza del professionista del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI in ossequio al Codice Deontologico Forense ed all’art. 24 della Costituzione;

c)     nel rispetto del ruolo del difensore impegnato nella delicata materia familiare e minorile, gli avvocati del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI devono sempre agire prioritariamente per la tutela dei diritti e degli interessi dei minorenni, indipendentemente dalla parte che assistono in giudizio, nella piena autonomia e libertà, e devono individuare caso per caso  le soluzioni meno traumatiche e penalizzanti per i figli e genitori;

d)   i soci del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI sono tenuti ad un comportamento leale e corretto anche al di fuori degli ambiti professionali e associativi;

e) i soci ed i membri dei Consigli Direttivi devono avere un comportamento corretto nei rapporti che intercorrono tra gli stessi, siano essi di natura professionale che personale.

 

Art. 3 – Ascolto del minore

Ogni avvocato del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI riconosce e garantisce il diritto del minore ad essere ascoltato, secondo le norme giuridiche vigenti e i protocolli adottati dai Tribunali, in tutte le procedure che lo riguardano.

A tal proposito ogni socio del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI, indipendentemente dalla parte che assiste e difende, deve sensibilizzare il proprio assistito a tenere conto delle libere scelte e aspirazioni della prole, prevenendo ogni strumentalizzazione o manipolazione in danno del minore al fine di estromettere ingiustamente l’altro genitore dalla vita dei figli e viceversa.

L’avvocato del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI non deve avallare acriticamente le tesi del proprio assistito specie se esse risultano palesemente in contrasto con i diritti dei minori coinvolti in qualsivoglia giudizio che li riguarda. Laddove l’assistito non dovesse adeguarsi al diritto/dovere del difensore di scegliere la migliore strategia per i figli, l’avvocato del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI deve rinunciare al mandato, nelle forme e termini di legge, per salvaguardare il prestigio del ruolo del difensore.

 

Art. 4 – Rapporti  difensore /assistito

Il rapporto fiduciario difensore/assistito non può prescindere dall’autorevolezza e autonomia dell’avvocato. Pertanto, ogni avvocato del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI, prima di accettare l’incarico, dovrà chiarire al proprio assistito ogni strategia defensionale ritenuta idonea e opportuna al caso concreto.  L’avvocato del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI non deve sottostare alle strategie del proprio assistito specie quando esse appaiono palesemente finalizzate alla ingiusta compressione dei diritti e interessi della controparte.

Negli atti difensivi l’avvocato del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI, pur nella concitazione di un procedimento altamente conflittuale, dovrà evitare l’eccessiva enfatizzazione dei fatti e ragioni del proprio assistito e l’utilizzo di espressioni gratuitamente offensive nei confronti della controparte o irriguardose in danno del collega avversario, al quale dovrà,  invece, dimostrare il massimo rispetto, salvo che la condotta di quest’ultimo non sia palesemente violativa di norme che invocano la lealtà e il decoro di chi esercita la professione forense.

Il socio CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI si impegna ad operare per la tutela dei diritti delle persone e giammai per sostenere in via esclusiva le ragioni e le rivendicazioni di un determinato genere o categoria di persone.

 

Art. 4 – Minorenni e Mass Media

È fatto obbligo agli avvocati del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI di astenersi dal diffondere, con ogni e qualunque mezzo, notizie che riguardano minori coinvolti in procedure giudiziarie, salvo che l’intervento del difensore, a mezzo della stampa o di un social network, sia unicamente finalizzato a smentite o a repliche. Tuttavia anche in tale ultima ipotesi l’utilizzo della stampa dovrà essere discreto ed essenziale e non dovrà contribuire, in alcun modo, alla identificazione personale del minore e del suo contesto familiare.

 

Art. 5 – Il socio CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI e i Mass Media/Social Network

La comunicazione verso l’esterno, comunque, deve seguire i principi guida della verità, correttezza, trasparenza e prudenza, al fine di non indurre ad interpretazioni parziali, falsate, ambigue o fuorvianti. 

Tutti coloro che operano a qualsiasi titolo per conto dell'associazione sono tenuti a mantenere la massima riservatezza ed a non divulgare o richiedere indebitamente notizie su documenti, know how, progetti di ricerca, corsi ed attività di ogni genere e, in generale, su tutte le informazioni apprese in ragione della propria funzione.

I rapporti con la stampa, i mezzi di comunicazione ed informazione e, più in generale, gli interlocutori esterni, devono essere tenuti solo da soggetti a ciò espressamente delegati, in conformità alle procedure ed alle disposizioni adottate dall'associazione.

I singoli soci non possono fornire informazioni o opinioni e rilasciare dichiarazioni in rappresentanza dell’Associazione ai rappresentanti degli organi di informazione (come stampa, televisione, radio, etc.) né impegnarsi a rilasciarle senza la necessaria delega delle funzioni competenti. Qualsiasi richiesta di notizie da parte dei mass-media ricevuta deve essere comunicata al soggetto/funzione aziendale a ciò espressamente adibiti, che avranno cura, ove necessario, di divulgare le notizie non riservate.  

È fatto assoluto divieto all’avvocato del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI, come è sancito dal regolamento, utilizzare i mezzi di comunicazione per partecipare a “processi televisivi o mediatici”, specie se il vero processo è in corso e la notizia viene resa in assenza del contradditorio con la parte avversa.

La partecipazione televisiva è consentita (peraltro sempre a titolo gratuito) solo se l’avvocato CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI è chiamato a fornire esclusivamente opinioni tecniche su determinati istituti, fenomeni di costume, sentenze di merito e di legittimità.

In ogni caso, l’avvocato dell'associzione non può utilizzare gli organi di informazione o social network per enfatizzare propri successi professionali in violazione di elementari principi di decoro, lealtà e correttezza.

 

Art. 6 – Dovere di informativa all’assistito

Prima del conferimento dell’incarico, il socio  dovrà illustrare i costi di massima della propria attività legale e le strategie difensive che dovranno essere adottate, senza mai garantire tempi e risultati del processo.

Per questioni di decoro umano  e professionale il socio CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI non potrà svilire i propri compensi professionali al fine di accaparrarsi la clientela e screditare il prestigio della professione forense.

 

Art. 7 – Rapporti con i collaboratori e consulenti tecnici di parte

Il socio CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI deve contribuire alla crescita professionale dei propri collaboratori e deve sensibilizzarli al rispetto del presente codice etico.

I consulenti tecnici di parte di un avvocato del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI dovranno impegnarsi a rispettare i principi del presente codice etico.

 

Art. 8 – Il CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI  e le altre Associazioni Forensi, CNF e Ordini Forensi

Gli avvocati del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI operano nell’interesse della Classe Forense tutta.

A tal fine debbono mantenere un rapporto di mutuo rispetto e di collaborazione con le altre Associazioni Forensi nel nome dell’unità dell’Avvocatura.

Inoltre i soci CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI devono rispettare le disposizioni e i regolamenti stabiliti dal Consiglio Nazionale Forense e dagli Ordini Forensi.

 

Art. 9 – Obbligo di rispetto delle risoluzioni del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI

 gni socio CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI ha l’obbligo di rispettare le direttive assunte democraticamente dall’Associazione con divieto di esternare propri pubblici dissensi che ne possano scalfire l’immagine, il decoro e la credibilità.

Il socio ha il dovere di concorrere alle attività e alla crescita del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI e di presenziare costantemente alle attività formative, alle assemblee e alle riunioni dell’Associazione.

Il socio CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI non deve divulgare all’esterno notizie che riguardano le decisioni e le strategie dell’Associazione.

Il membro del Consiglio Direttivo Nazionale o Distrettuale non deve divulgare all’esterno notizie che riguardano le decisioni e le strategie dell’Associazione, anche successivamente alla sua fuoriuscita.

 

Art. 10 - USO DEI MEZZI E DEGLI STRUMENTI DELL'ASSOCIAZIONE

Il socio o dipendente è tenuto a garantire il massimo rispetto delle infrastrutture, mezzi, strumenti e materiali dell’Azienda, segnalando con tempestività al Consiglio Direttivo Nazionale o al Collegio dei Probiviri, l’eventuale uso difforme di tali dotazioni che ritenga altri ne facciano. Appartengono a queste categorie, ad esempio: - locali, arredamenti e suppellettili; - dotazioni operative e attrezzature quali: auto aziendali, utensili, personal computer, stampanti, strumenti da calcolo o scrittura e simili; - impianti di fotocopiatura, riproduzione, stampa e fascicolazione; - strumenti di comunicazione quali telefono, fax, posta elettronica; - cancelleria personale, carta, dotazione di cancelleria per gli uffici, e simili; - funzionalità offerte dal sistema informativo aziendale quali: procedure di elaborazione, software, accesso a Internet e banche dati e simili; - libri, giornali, riviste e pubblicazioni in genere; - i dispositivi di protezione individuale ed i macchinari a cui sono addetti. Il socio o dipendente è tenuto ad utilizzare le dotazioni dell’azienda soltanto per l’espletamento delle mansioni lavorative a cui è preposto. E’ pertanto tassativamente vietato ai dipendenti agire con i mezzi aziendali – siano essi informatici, tecnici o di qualunque altro tipo – per il conseguimento di fini o interessi privati o in concorrenza con le attività aziendali. Al dipendente o socio è consentito utilizzare dotazioni e/o materiale dell’Associazione al di fuori delle strutture di quest’ultima solo nei casi di utilizzo per motivi aziendali, quali, ad esempio: attività in trasferta presso sedi diverse da quella abituale, prestazioni lavorative in regime di distacco, e simili. In tutti gli altri casi è necessaria espressa autorizzazione del proprio responsabile o superiore gerarchico. 

 

Art. 11 -  RISERVATEZZA 

Il socio o dipendente è tenuto a rispettare tutti i precetti del d.lgs. 196/2003, mantenere il più stretto e assoluto riserbo su tutte le informazioni relative all’Associazione e/o ai suoi soci o dipendenti delle quali sia a conoscenza in virtù della sua attività di lavoro. Questo al fine di evitare la divulgazione di notizie riservate attinenti all’organizzazione, a corsi, know- how, ai metodi organizzativi ed a qualsiasi altra informazione la cui divulgazione possa arrecare danno per l’Associazione. Il socio o dipendente, inoltre, è rigorosamente tenuto a comunicare al proprio superiore eventuali richieste di informazioni inerenti all’Associazione e/o ai suoi soci o dipendenti che egli riceva durante lo svolgimento delle sue mansioni di lavoro evitando di soddisfare le suddette richieste prima di una specifica autorizzazione espressa in tal senso. 

Ogni informazione, dato o documento di cui i dipendenti vengano a conoscenza durante la loro prestazione è di proprietà esclusiva dell'associazione ed il socio o dipendente ha facoltà di utilizzarlo esclusivamente durante l’esercizio della propria funzione dell'associazione. Fermo restando il divieto di divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa o di farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio, ogni dipendente, in particolare, dovrà: 

  1. acquisire e trattare solo i dati necessari ed opportuni per le finalità direttamente riconducibili alla funzione svolta;
  2. acquisire e trattare i dati stessi solo all’interno di specifiche procedure; 
  3. conservare i dati stessi in modo che venga impedito che altri non autorizzati ne prendano conoscenza; 
  4. comunicare i dati stessi nell’ambito di procedure prefissate e/o su esplicita autorizzazione dei superiori; 
  5. assicurarsi che non sussistano vincoli assoluti o relativi alla possibile divulgazione delle informazioni riguardanti i terzi collegati all’Azienda da un rapporto di qualsiasi natura e, se del caso, ottenere il loro consenso. 

 

Art. 12 – TRASPARENZA CONTABILE 

Ogni operazione e transazione deve essere correttamente registrata, autorizzata, verificabile, legittima, coerente e congrua. La trasparenza contabile si fonda sulla accuratezza, completezza e autorizzazione dell’informazione di base per le relative registrazioni contabili. Ciascun soxio o dipendente è tenuto a collaborare affinché i fatti di gestione siano rappresentati correttamente e tempestivamente nella contabilità. Per ogni operazione è conservata un’adeguata documentazione di supporto dell’attività svolta, in modo da consentire: 

  1. l’agevole registrazione contabile;
  2. la ricostruzione accurata dell’operazione, anche per ridurre la probabilità di errori interpretativi. 
  3. Ciascuna registrazione deve riflettere esattamente ciò che risulta dalla documentazione di supporto. È compito di ogni dipendente far sì che la documentazione sia facilmente rintracciabile e ordinata secondo criteri logici. 
  4. In ogni caso, i pagamenti aziendali da corrispondere dovranno essere esclusivamente commisurati alla prestazione e modalità indicate in contratto e non potranno essere effettuati a un soggetto diverso dalla controparte contrattuale. 
  5. L’uso di fondi aziendali per fini illegali o impropri è severamente proibito. A nessuno e per nessun motivo dovranno essere corrisposti pagamenti non basati su transazioni aziendali adeguatamente autorizzate o elargite forme illegali di remunerazione. 
  6. Ogni trascuratezza, omissione o falsificazione di cui i dipendenti venissero a conoscenza, deve essere prontamente riferita al Collegio dei Probiviri o al Consiglio Direttivo Nazionale.  

 

Art. 13 - Controllo sul rispetto del codice etico

Il socio CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI ha l’obbligo di mettere a disposizione degli organi competenti dell’Associazione ogni elemento utile per l’accertamento dei propri comportamenti e dei requisiti richiesti dal presente codice etico.

Per quanto non previsto ci si riporta alle norme statutarie e regolamentari del CENTRO NAZIONALE STUDI E RICERCHE SUL DIRITTO DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI.

La violazione delle norme del presente codice etico può prevedere l’espulsione del socio dall’Associazione secondo quanto contemplato dallo statuto.

 

ART. 14 – Sistema sanzionatori

Il Collegio dei Probiviri ovvero il Consiglio Direttivo Nazionale, una volta appresa la notizia di commissione di illecito (o tramite segnalazione dei soci o d’ufficio), deve vagliarne la non manifesta infondatezza svolgendo gli opportuni accertamenti, nel rispetto della normativa vigente, della privacy e dei diritti della persona. Accertata la non manifesta infondatezza della notizia, hanno il dovere di irrogare le sanzioni previste:

  1. Sospensione;
  2. Espulsione;

In ogni caso, la violazione dei principi fissati nel Codice Etico e nelle procedure prevista dai protocolli interni compromette il rapporto fiduciario tra l'associazione e i soci ovvero i membri dei C.D. Nazionale o distrettuale, tali violazioni saranno pertanto sempre e comunque perseguite ai sensi di legge. 

Roma, 

 

Il Consiglio Direttivo Nazionale